San Gallo -Botticino - Brescia

Quando  sentiamo parlare di agricoltura  noi tutti colleghiamo questo termine con immagini di  grandi pianure seminate ,  terre lavorate con grossi mezzi,forse ora questo nome  ci riporta alla mente   anche pesticidi e fertilizzanti chimici, terre sfruttate  e  spremute  .
Noi in questa  pagina vorremmo portare in evidenza quella agricoltura, che fa pochi numeri , che permette  di sopravvivere  a pochi , o come capita  sulle nostre colline  è  un modo per avere prodotti di qualità e  sani per l' autoconsumo, è una agricoltura che deve camminare  a bracetto con passione  e anche un pò di  codardia nel credere che valga la pena...
Ospiteremo in queste pagine esperienze vostre , suggerimenti e riflessioni  su nuovi e antichi modi di fare agricoltura in collina e cercheremo di capire  se i terreni incolti , lasciati  all' inesorabile avanzare del bosco, nelle migliori delle ipotesi, oppure  dei rovi, potranno essere  bonificati nuovamente grazie a interessi  ,possibiltà e sensibilità nuove magari sostenute da forme associative che permettano di integrare il proprio reddito , apportando sul  mercato prodotti di qualità  e a km zero....

Quali rischi d' inquinamento a San Gallo e Botticino


  1. Cerchiamo quindi di collocare la realtà “San Gallo di Botticino” all’interno del contenitore Italia e vediamo di individuare i suoi punti di forza e le sue fragilità.
  2. Consideriamo i tre livelli principali di inquinamento: inquinamento del suolo, inquinamento delle falde acquifere e inquinamento dell’aria.
  3. L’inquinamento del suolo nel bresciano è stato portato all’attenzione delle cronache soprattutto per la vicenda Caffaro, l’azienda chimica la cui collocazione urbana ha reso più invasiva e pericolosa la dispersione di sostanze tossiche nel terreno. Continua la lettura
Un immagine di San Gallo anni 60  con prati coltivati fino ai piedi del monte Maddalena e un immagine odierna ove il bosco  agglomera quasi il centro del paese

Il territorio di Botticino è sempre stato ricco  di coltivazioni della vite,  non è certo stimabile la produzione di vino   di questo territorio fino  all' inizio degl' anni 70, ogni angolo di terra era prevalentemente occupato da vitigni , la produzione era abbondante, ma certo non di altissima qualità,il vino veniva quasi interamente consumato  dagli stessi abitanti del territorio, poi si cominciò  a rifornire alcune osterie della bassa , ma il vino ha un gusto che ogni anno cambia , influenzato dal tempo e  da tante variabili ,  muta anche durante l' anno, ecco che allora  gli osti richiedevano un vino con certe caratteristiche e una certa stabilità,  la produzione  "anche del Botticino "si è affinata divenendo oggi un prodotto di qualità ottenendo il marchio Botticino d.o.c  per approfondire :

 http://www.consorziobotticino.it/il-vino-botticino/








Fino al 1970 molte famiglie avevano una piccola stalla, ove qualcuno possedeva  ancora le mucche, molti i maiali , quasi tutti galline  e conigli

Oggi esistono sul territorio  3 aziende agricole di piccola dimensione e l' allevamento famigliare  di  galline   e conigli si è ridotto in maniera drastica favoriti da un benessere ,che permette una possibilità di spesa superiore  , ma anche la difficoltà sempre maggiore di collocare gli animali in luoghi adeguati vicino alle abitazioni...

I prezzi al dettaglio della carne, delle uova, grazie alla concorrenza e a l' industrializzazione degl' allevamenti ,si sono mantenuti  convenienti, scoraggiando l' allevamento in proprio,  ma ultimamente  si  è capito che la qualità del prodotto acquistato non è sempre delle migliori, nonostante il prodotto risulti bello a vedersi .... l' uso di mangimi tal volta al "limite" e l' utilizzo  massiccio di antibiotici e medicinali per gli animali diventano tal volta un rischio per la nostra  salute...

Sempre più si va alla ricerca di piccoli produttori o aziende agricole di fiducia ove acquistare.....

Clicca l' indirizzo sottostante per vedere un allevamento intensivo di galline ovaiole

https://www.youtube.com/watch?v=I1STdr4Y3l8


Un tempo ogni appezzamento possedeva almeno alcune piante da frutto,  sopratutto meli ,peri ,  ciliegi , molto diffusa era la coltivazione dell' amarena ,un frutto ricercato, che veniva raccolto  da alcuni rivenditori e che dava i un discreto reddito alle famiglie, ora questa pianta è quasi scomparsa.

Qualche nuova piccola piantagione ( poche decine di piante di varie specie per autoconsumo  )si possono vedere in piccoli appezzamenti, purtroppo molte  qualità antiche  stanno per scomparire e non sono reperibili neppure sul mercato, erano innesti fatti  sapientemente in loco su portainnesto franco, reperibile nelle radure   o sui  monti circostanti, piante di grande vigoria, ma anche molto resistenti alle malattie  e alla siccità


 San  Gallo in passato  era occupato ,  come Botticino da tanti vitigni, abbiamo però assistito con gli anni  all' abbandono  di questa attività , che permetteva  di  arrotondare  il precario  bilancio famigliare  avendo la possibilità di vendere ognuno a casa propria il vino a chi passava....

Oggi vi è una piccola ripresa nella coltivazione , qui  è ritratto un nuovo impianto ,  si tratta per ora di piccoli appezzamenti per una produzione da destinare ad autoconsumo


 Cavalli al pascolo immagini rare da vedere a pochi passi dalla città


Un piccolo di pochi  giorni  allattato  ...
Un albero di mele di circa 12 anni. Quasi scomparse alcune qualità antiche,  che portavano nomi in dialetto come:   el pom  socherì,
 el pom che pia, el per de spina,  el per verdelungo, la pirla....ecc
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